Il fascino della regina tra storia e leggenda

Vi abbiamo parlato della storia del profumo nell’antico Egitto. Uno dei personaggi più affascinanti di questa civiltà e dell’antichità è senza dubbio la regina Cleopatra, che oltre ad essere dotta e dotata di un particolare charm, tanto da conquistare il cuore di uomini quali i condottieri romani Giulio Cesare e Marco Antonio, era particolarmente attenta alla cura di sé e grande conoscitrice di essenze e profumi.

Numerosi aneddoti, tra storia e leggenda, vedono la regina legata al mondo del benessere e delle fragranze.

Si dice, ad esempio, che facesse profumare le vele delle sue navi perché, al soffio del vento del Nilo, diffondessero al suo passaggio le fragranze che lei amava. L’essenza prescelta era il gelsomino, molto usata all’epoca, impiegata anche nell’incontro su un battello con Marco Antonio. Si dice anche che accogliesse il guerriero, al loro primo incontro d’amore, in una stanza cosparsa di petali di rosadove bruciavano incenso ed erbe aromatiche.

Tra i composti usati alla corte della donna c’era anche il Susinum, olio di lillà famosissimo in quel tempo.La regina faceva uso anche dell’unguento Myrtum laurum, probabilmente composto da giglio, maggiorana e trigonella greca.

Il condottiero romano regalò a Cleopatra – o meglio fece sì che Erode il Grande gli cedesse il territorio interessato – una fabbrica di profumi in omaggio alla sua competenza sull’argomento: la sovrana fu l’autrice di un libro di ricette per fragranze dal titolo che in latino suona “Cleopatra gynaeciarum libri”. La struttura si trovava all’estremità Sud del Mar Morto a 30 Km da Ein Gedi, dove furono scoperti vasi con residui di antichi profumi.

Qui si producevano fragranze e cosmetici e le clienti vi si affollavano. La struttura comprendeva nove saloni, due mulini per sminuzzare semi e radici, due grandi vasche per macerare i petali dei fiori, due forni e un focolare per gli unguenti. Rimangono anche i resti di una torretta usata per controllare le piantagioni circostanti, i sali e i celebri fanghi del Mar Morto.

Cleopatra era solita anche sottoporsi a trattamenti di bellezza, in primo luogo il bagno. Per rendere la pelle tonica oltre che profumata preparava un decotto da disperdere nell’acqua calda a base di timo, rosmarino, lavanda, origano, chiodi di garofano e noce moscata. Per ammorbidire la pelle inpiegava un decotto a con orzo, fave, riso, rosmarino e angelica o salvia e finocchio. Si dice che questi preparati fossero usati anche dalla cortigiana francese Ninon de Lenclos nel XVII Secolo, nota per la sua bellezza e la sua pelle chiara e priva di imperfezioni. Fu ispiratrice di Voltaire e fu amata dal principe di Condè.