La storia di uno dei profumi di più successo della storia, da Giovanni Paolo Feminis alle declinazioni più moderne

Una delle creazioni che ha avuto più successo nel mondo della profumeria è l’Acqua di Colonia, che grazie alle sue note fresche e leggere è adatta per essere indossata da tutti, anche dai più piccini. Uno dei miei primi ricordi in fatto di profumi è legato alla 4711 che mia nonna applicava sulla mia pelle quando ero una bambina mentre per i piccoli di oggi sono presenti sul mercato numerose declinazioni, come da quella della Chicco.

La storia di questo profumo iniziò nella città tedesca di Colonia, da cui prende il nome, nel XVII Secolo e diventò molto richiesta da nobili e teste coronate di tutta Europa, tra cui Napoleone, Voltaire e la regina Vittoria, perchè si distingueva da tutte le creazioni dell’epoca molto più pesanti, apparendo una fragranza rivoluzionaria. Anche per questo, in molti ne rivendicarono la paternità e si contarono numerose contraffazioni.

Studi e ricerche hanno attribuito l’invenzione della sua formula a Giovanni Paolo Feminis (ca 1660-1736), originario di Crana, nella Valle Onsernone, emigrato in giovanissima età in Germania e stabilitosi a Colonia nel 1693. Giunto nella città sul Reno, Feminis apre una distilleria-erboristeria specializzata nella vendita dei profumi, soprattutto dell’ “Aqua mirabilis”, un’acqua profumata medicamentosa basata su un’antichissima ricetta conventuale di cui Feminis era venuto in possesso. Importante, per il successo della sua attività, fu l’amicizia e il sostegno del mercante vigezzino, Gian Maria Farina (1657-1732). In precedenza la paternità del prodotto era attribuita a un altro Gian Maria Farina (1685-1766), nipote del precedente, commerciante originario di Santa Maria Maggiore in Valle Vigezzo, anche lui emigrato a Colonia insieme ai fratelli e produttore della versione dell’Acqua di Colonia che ebbe per prima un enorme successo.

Acqua di Colonia FarinaNon volendoci addentrare nei contenziosi dell’epoca, vediamo come durante il XVIII secolo, Gian MariaFarina divulgò il nome di Colonia nel mondo grazie all’acqua alcoolica a base di agrumi di cui la locale Facoltà di Medicina attesta le virtù terapeutiche.

Le ditte che produssero la fragranza con o senza il nome Farina si moltiplicarono esponenzialmente e con esse i processi di plagio.

Oggi l’ottava generazione della famiglia Farina continua a produrre l’Eau de Cologne, un prodotto di nicchia diventato marchio protetto che ne garantisce l’origine e la provenienza. Il vecchi laboratorio nella Farina-Haus, situata nel centro storico di Colonia a poca distanza del celebre Duomo, richiama turisti e curiosi da tutto il mondo.

Tra le imitazioni di più successo è la 4711 creata nel 1792 da Wilhelm Mulhens, che ricevette, sembra, la ricetta segreta da un certosino come regalo di nozze. Lo stabilimento si trovava in Glockengasse 4711, da cui il nome del profumo, e in cui si trova ancora il negozio-museo.

La ricetta si è trasformata a seconda delle mode e dell’evolversi delle tecniche di lavorazione delle materie prime. Tra i componenti comunque non possono mancare le essenze bergamotto, limone ed arancia, spremute dalla scorza dei frutti, essenza di petitgrain e neroli, olio essenziale di lavanda, musk.

tra i prodotti moderni citiamo Acqua di Parma, Zegna Colonia, Eau de Cologne Imperiale di Guerlain e Trafalgar Cologne di Trueffit & Hil.