Già s’avvicina l’ora che trepido ogni fiore  come un vaso d’incenso svapora sullo stelo (Baudelaire)

 

Oro, incenso e mirra sono i tre doni che portano i Magi al Bambino Gesù. L’oro simboleggia la regalità del piccolo, la mirra il sacrificio e la morte dell’uomo, mentre l’incenso ricorda la sua natura divina.

Tempo fa vi abbiamo parlato della mirra. Ora, vi descriveremo, in vista del prossimo Natale 2013, l’incenso, una delle materie più amate in profumeria grazie ai suoi sentori caldi e intensi. Lo abbiamo trovato, ad esempio, in Majda Bekkali Tendre est la nuit,  Interlude di Anouage e nelle candele create in occasione delle festività. Il suo uso nella liturgia significa preghiera e venerazione verso Dio e l’onore reso a una persona ritenuta importante.

Conosciuta soprattutto per il suo uso durante le cerimonie religiose, è una resina profumata alla combustione che viene estratta dalla Boswellia, pianta dell’antica medicina ayurvedica, oroginaria della Penisola Arabica e delle coste dell’Africa Orientale. Ne esistono diverse specie la più importante delle quali è la Boswellia sacra. L’alberello produce una gommaresina oleosa. Praticando incisioni sul tronco, da esse scola un liquido lattescente che all’aria si solidifica. Diverse ricerche hanno dimostrato la presenza in questa resina di numerose sostanze chimiche dotate di attività antinfiammatoria: viene utilizzata con buoni risultati nei pazienti con colite ulcerosa, Crohn o altre malattie croniche a carico dei bronchi e delle articolazioni.

Questo materiale è noto e ricercato fin dall’antichità ed era usato sia a scopi medicinali sia a fini devozionali. La forte domanda dei vari tipi di incenso e la loro elevata utilità marginale determinarono il sorgere di un importantissimo circuito commerciale in grado di determinare la nascita e il declino di numerose culture umane.

Già dal II millenio a.C. numerose culture si sono succedute nell’organizzazione dei traffici legati a tali sostanze e nella loro commercializzazione. L’uso liturgico dell’incenso è attestato fin dalle epoche più antiche in ordine al convincimento che agli dèi potessero essere graditi gli aromi non solo degli olocausti prodotti dalle carni delle vittime sacrificali ma anche di prodotti vegetali.

Esiste anche l’olio essenziale che viene estratto per distillazione in corrente di vapore dal liquido che esce dalle incisioni delle corteccia della pianta. In aromaterapia viene usato grazie alle sue proprietà rilassanti, antisettiche, astringenti e antinfiammatorie. Viene spesso impiegato per la cura delle vie respiratorie. Pare sia anche un ottimo rimedio per combattere le rughe.

Due curiosità.

La prima è legata a quella conosciuta come pianta dell’incenso o Plectranthus o ancora Origano tropicale che rallegra con la sua fragranza e i suoi colori molte delle nostre case. Non ha nulla a che vedere con la Boswellia ma emana un forte odore molto simile all’incenso che sembra anche tenere lontano le zanzare.

Un particolare incenso e un olio essenziale aromatico viene poi creato con il Palo Santo o Bursera graveolens, un albero tropicale che cresce spontaneamente in alcune zone dell’America Centro-Meridionale e che viene coltivato nelle regioni dell’Ecuador e del Perù. Il suo nome deriva da una particolarità legata alla sua fioritura, che avviene il giorno di Natale. L’olio viene usato tra le alre cose per malattie delle vie respiratorie e contro l’ansia, e anch’esso come repellente per le zanzare.