Intervista a Giuseppe Imprezzabile

Uno dei nuovi marchi più innovativi e interessanti del settore della profumeria artistica è Meo Fusciuni, di cui vi abbiamo presentato da poco l’ultima creazione, Notturno.

Le fragranze, composte da essenze naturali selezionate, riscoprono il fascino della naturalità e della tradizione profumiera, trasmettento emozioni.

OlfattoMatto ha chiesto a Giuseppe Imprezzabile, anima del brand, di raccontarci come è nato Meo Fusciuni e qual è la filosofia che sta alla base del progetto.

Rites De Passage, Meo FusciuniDa cosa nasce il progetto Meo Fusciuni?
Questo marchio nasce nel 2009 per caso; in effetti io nasco come erborista, nella Facoltà di Farmacia di Parma, e a quel tempo avevo una piccola erboristeria a Salsomaggiore Terme; una sera ad una cena, un amico che lavora nella moda mi disse: “Non hai mai pensato di creare profumi?”. Sono una persona che le sfide della vita le accetta senza pensarci: era come darmi il biglietto di ingresso in questo settore. Ho accettato il consiglio e durante un viaggio ad Istanbul ho creato la mia prima fragranza Rites De Passage, ispirata appunto alla città di Pamuk.

 

Chi ne fa parte?
Nel mio lavoro mi fido di poche persone e del mio istinto; oltre a me partecipa solo la mia ragazza, Federica Castellani che mi aiuta nella direzione artistica ed estetica del brand. È suo ad esempio tutto il progetto della bottiglia di Notturno. Per quanto riguarda invece la realizzazzione dei prodotti collaboriamo solo con piccoli artigiani italiani e per le materie prime ad aziende francesi.

Perchè si definisce aromatario?
Lo preferisco rispetto a profumiere: ritengo che il mio sia un altro lavoro. C’è chi ha fatto dei percorsi didattici ben precisi per chiamarsi naso o profumiere, io sono solo un poeta e un viaggiatore. Il termine aromatario, che ho trovato in un vecchio libro di Vincenzo Consolo, è stato rubato dal siciliano antico e definiva gli antichi speziali. E’ un nome più vicino alle mie origini.

Qual è il significato del nome?
Meo è il diminutivo di Bartolomeo che è il nome di mio padre, invece Fusciuni è il soprannome con cui chiamavano mio nonno. Fusciuni in siciliano significa sorgente, liquido che dal nulla sgorga, dalla pietra, dalla parete diluita dal tempo.

Che caratteristiche hanno le vostre fragranze?
Non saprei come descrivere i miei profumi, saprei sicuramente raccontare ciò che devono
trasmettere, dove volevo arrivare quando sono nati. È un processo complesso il nostro: parte sempre da una poetica, da un flusso, da particelle dapprima mute… Evocano il tempo del viaggio, linee invisibili che legano terre lontane, “culture botaniche”, quasi un nomadismo olfattivo, questo lo potrei dire per la Trilogia del Viaggio, aromi che caratterizzano il luogo, la memoria, il pepe nero di Istanbul nella prima nota di viaggio, la menta di Shukran, dedica al Marocco e infine quel fico della Sicilia, dolce e amaro che racconta la mia infanzia. Notturno invece è la vita, che rimane intrappolata nel nostro non aver coraggio di guardarci dentro e scavare la notte per ritrovare la Luce.

Notturno, Meo FusciuniCome nascono i flaconi?
La trilogia di viaggio ha un gusto un pò retrò, ci siamo ispirati ad una vecchia bottiglia di un profumo francese, quindi risultano molto semplici ma con un gusto vintage. Differiscono uno dall’altro nei colori e nelle foto che ritraggono i viaggi di cui parlano.
Per Nottruno abbiamo voluto creare qualcosa di veramente unico… abbiamo chiesto ad un maestro orafo di forgiare una copertura in metallo grezzo, incidere il nome del profumo a mano e poi lo abbiamo arricchito di un particolare che le persone possono utilizzare indossandolo: l’anello. Mettendo insieme tutti questi elementi abbiamo ottenuto una bottiglia che non avrà mai una copia uguale perchè ogni pezzo è unico. Volevamo insieme a Federica che Notturno rappresentasse il lusso dell’artigianato passando dalla sublimazione dell’arte. Il segreto sta nella pietra che accompagna questo profumo, la tormalina, pietra nera, protezione ed alchimia.

 

A che pubblico guardano le vostre creazioni?
Sicuramente un pubblico attento ai particolari, sia della confezione, che io definisco corpo materico dei nostri lavori, che nella profumazione; non mi sento legato a nessuna corrente e moda delle note olfattive, provo a capire dove il mio umore vitale sta andando, dove mi porta il flusso, l’onda emotiva, e alla fine ogni volta l’alchimia arriva. Il nostro pubblico è una persona che cerca sensazioni nel percepire un profumo e non un mercato di massa. I nostri profumi hanno una storia e per apprezzarli appieno devi anche saper ascoltare, voler ascoltare. La nostra fragranza non deve solo essere una combinazione, una piramide poetica oltre che olfattiva, deve raccontare una storia: la nostra storia.

Dove si possono trovare i vostri profumi?
Abbiamo deciso di distribuire direttamente il nostro prodotto e lo abbiamo dato in esclusiva a negozi che hanno capito la nostra filosofia; puoi trovarlo nelle profumerie più attente al mercato di nicchia oppure in negozi di abbigliamento ricercato e dal target alto.

Cosa ne pensa della profumeria artistica contemporanea?
Credo sia un mercato in espansione, specialmente ora che la persona è più attenta a quello che compra e quindi chiede maggiore qualità; ci sono molti marchi validi e la filosofia che c’è dietro ad ognuno è un mondo da scoprire. È un ambiente incredibilmente interessante e ricco di stimoli. A noi piace molto interagire con i nostri clienti, siano loro clienti finali o nostri rivenditori. Infine penso che creare profumi di nicchia voglia anche dire generare sensazioni ed emozioni, pensando e riflettendo che non è solo un prodotto, ma è un “profumo”, una parte di te.

Caterina Varpi