Le diverse classificazioni delle fragranze

Vi abbiamo parlato di essenze e storia del profumo, ma come si classificano le fragranze?

I profumi si compongono attorno a un tema, ossia a una miscela di componenti la cui proporzione definisce la nota dominante dell’insieme e quindi la sua appartenenza a una famiglia olfattiva. Ogni scent ha poi le sue sfaccettature che ne definiscono il carattere e l’originalità.

La classificazione dei profumi in famiglie olfattive è stata introdotta alla fine del XIX Secolo da Eugène Rimmel. Il numero di sfaccettature può variare a seconda dei casi, ma in generale si accettanoi gruppi elencati di seguito.

Esperidata o agrumata. Il nome deriva dalle Esperidi, nella mitologia custodi del giardino dei Pomi d’oro, ossia le arance. E’ la famiglia  che racchiude fragranze ricche di note agrumate sia mediterranee, come bergamotto, limone, mandarino, arancia e pompelmo, sia esotiche come lime e yuzu. La parte utilizzata è la scorza del frutto, trattata per spremitura o espressione. La capostipite del gruppo è l’Aqua Mirabilis di Giovanni Paolo Feminis da cui ne è derivata l’Acqua di Colonia e le sue numerose interpretazioni. Si tratta di profumi freschi e dinamici, femminili se alle note esperidate vengono associati fiori bianchi e muschio, maschili se accompagnate da note acquatiche e verdi.

Aromatica. Ne fanno parte soprattutto eau de toilette maschili ed è contraddistinta dall’impiego di piante aromatiche per lo più mediterranee che trasmettono vivacità e freschezza, al contrario delle spezie, utilizzate fresche. La nota più diffusa è la lavanda poi basilico, timo, rosmarino, salvia, menta, anice, finocchio, estragone, origano, lauro, cumino, verbena.

Speziata. Le spezie sono sostanze naturali che vengono fatte seccare prima di essere usate, al contrario degli aromi. Le note speziate corrispondono agli olii essenziali di quasi tutte le specie conosciute, come la cannella, i chiodi di garofano, la maggiorana, il pepe, lo zenzero, il cardamomo. Le note speziate conferiscono calore ai profumi.

Aldeidata. Le aldeidi sono prodotti di sintesi che donano intensità al profumo. Sono aldeidate le fragranze femminili floreali o legnose-cipriate caratterizzate dalle note tipiche di queste sostanze.

Fiorita o floreale. La maggior parte dei profumi femminili appartengono a questa famiglia. Se lo scent porta la nota di un solo fiore si chiama soliflore. Tra i fiori più utilizzati, la rosa, la violetta e la tuberosa. Se le note vengono abbinate a accenti marini si hanno fragranze fresche, se associate a note fruttate fragranze giocose. I porfumi più sensuali si hanno quando le note fiorite si uniscono alle aldeidi o alle spezie, ai legni, alle resine orientali o agli accenti cipriati.

Fruttata. L’accordo fruttato, spesso unito a quello fiorito, è per lo più una sfumatura che dà carattere al profumo ed è legato all’odore di frutti freschi come la fragola, il lampone, la pesca, l’ananas, l’albicocca. Se le note fruttate hanno il sopravvento sulle altre, il profumo diventa goloso e perde in charm.

Legnosa. Racchiude profumi con una forte presenza di legni secchi come il cedro o il vetiver o morbidi come il sandalo. Si arricchisce di nuove inflessioni con l’utilizzo di legni esotici o prodotti di sintesi. A far parte di questo gruppo per lo più profumi maschili. Le note legnose possono essere rinfrescate con sfaccettature aromatiche, marine o agrumate, o rese sensuali da accenti speziati, orientali e cipriati.

Cuoio. oggi è considerata una sfaccettatura ma era molto in voga dagli Venti agli anni Sessanta del Novecento. E’ caratterizzata da accordi che ricreano l’odore della pelle conciata, rinfrescati da note agrumate o floreali.

Fougère. Prende il nome da Fougère Royale di Houbigant del 1882 e raggruppa profumi maschili. A rendere riconoscibile una fragranza fougère è un mix di lavanda, geranio, vetiver, muschio di quercia e cumarina o fava tonka.

Chypre. Capostipite della famiglia è Chypre di François Coty. Alla base c’è un accordo di bergamotto, rosa, gelsomino, muschio di quercia, patchouli e labdano. Alcuni componenti sono stati sostituiti oggi da molecole sintetiche, con risultati più leggeri e moderni.

Orientale. Il termine che evoca profumi avvolgenti, dolci e persistenti, può essere impiegato in varie accezioni e riferirsi a fragranze femminili e maschili. Il gruppo include scent dalla composizione ricca e sfaccettata, con note di testa discrete, che lasciano subito il campo al fondo fatto di balsami dorati, essenze animali, resine preziose. A caratterizzarlo patchouli, vaniglia e spezie, soprattutto la cannella. Per creare blend molto sensuli le note orientali si associano a sfaccettature cipriate, muschiate, vanigliate. Invece il mix con accordi più freschi dà vita a profumi definiti Semi-Orientali o Florientali.

Ambrata. Simile all’orientale, vanta tonalità più leggere in origine a base di ambra grigia. Oggi emergono accordi costruiti attorno alla vaniglia e a materie prime balsamiche come il benzoino.

Muschiata. I profumi di questa famiglia puntano su una componente vegetale assai diffusa in profumeria specie nelle composizioni in cui predomina la nota cipriata. Tra le note più utilizzate ci sono il muschio di quercia o quello d’albero. Il muschio vegetale non deve essere confuso con il musk, sostanza di origine animale.

Verde. Il termine fa riferimento all’odore dell’erba, degli steli, delle foglie. I profumi verdi femminili sono tendenzialmente freschi e leggeri oppure balsamici e cipriati. I maschili sono più spesso cipriati.

Ozonica-Marina. Sono profumi costruiti su accenti trasparenti come ozono e acqua, che vogliono evocare aria e acqua.

Gourmande. Sono fragranze caratterizzate da ingredienti legati ad alimenti “golosi”, come il cioccolato o il cocco.