Intervista a Chantal-Hélène Wagner

 

Uno dei siti che è maggiormente frequentato dagli appassionati di fragranze è The Scented Salamander. Il blog fa parte di una serie di quattro progetti editoriali di Chantal-Hélène Wagner, critica di profumi francese, che lavora negli Stati Uniti e che ha fatto del web il suo mezzo d’elezione per parlarci di novità e curiosità sul magico mondo delle essenze.

OlfattoMatto le ha chiesto di parlare della sua passione, del suo lavoro e di raccontarci qualche curiosità legata ai suoi progetti.

English text Below

Come è nata la tua passione per i profumi e per il beauty?

Quando ero bambina, sono stata attratta dai profumi per la prima volta quando avevo sei anni. Ho ricevuto una piccola bottiglia di profumo come premio assieme a libri scolastici e questo mondo mi ha affascinato. La mia passione è cresciuta dopo aver visto un film con Sophia Loren, ambientato nel XIX secolo, quando avevo 9 anni: ai miei occhi di bambina, la sua vanità, tipica del periodo, sembrava l’incarnazione più bella sia della semplicità sia della raffinatezza. Così ho iniziato ad adorare letteralmente le fragranze: la mia vanità era come un altare.

Sono sempre stata molto cosciente del passare del tempo, del passato, e così ho sempre fatto in modo di acquistare un nuovo scent ogni volta che devo fare qualcosa di nuovo, anche solo se sto per partire per un fine settimana. Il profumo per me è sempre stato un “ricordo in bottiglia”, un tentativo di rallentare l’indifferente flusso del tempo. Devono essere fragranze belle e interessanti, naturalmente. Ma il profumo per me è un fatto esistenziale ed è capace di esprimere anche la mia passione per la vita.

Per quanto riguarda il beauty, mi ricordo di aver ricreato, sempre quando ero bambina, antiche ricette di bellezza nella cucina della mia famiglia. Avevo trovato un libro al mercato delle pulci di Parigi che conteneva ricette come quella della lozione di Maria Antonietta a base di bulbo di giglio e anche quelle per i veleni.

Come sei diventata un critico di profumi?

Un giorno stavo cercando su Internet alcune informazioni su un profumo e sono capitata su Makeup Alley, un forum di bellezza. Ho iniziato a commentare. Alcune persone mi hanno incoraggiato a scrivere di fragranze. Nel marzo 2006, era il giorno di San Patrizio, ho iniziato il mio lavoro, sei mesi prima di quanto avessi previsto, grazie alla mia passione e al tempo libero che vi ho dedicato.

Penso di essere stata motivata da diversi fattori. Questo lavoro era, innanzitutto, un modo di riprendere il contatto con la cultura francese mentre vivevo a Cambridge, in Massachusetts. Ho anche sentito che parlare del profumo on-line avrebbe portato ad approfondire di più l’analisi sociale e il contesto in cui nascono le fragranze, una cosa che non era stata fatta ancora, almeno sui blog. Come un antropologo di formazione, ero e sono sensibile ai significati sociali e all’impatto culturale del profumo. Ero e sono anche semplicemente in disaccordo con alcuni dei pareri che sono stati espressi e voglio esprimere il mio punto di vista personale.

Più in generale, ho sentito che il mondo del profumo doveva essere difeso. Sono stati pubblicati on line troppi commenti assurdi e ingenui, come che le fragranze devono essere “rivoluzionarie” per incontrare un’accoglienza favorevole. No, un profumo è un fenomeno molto più sottile! Non si deve solo guardare alla qualità intrinseca di uno scent. Il modo in cui ti accompagna nella vita è molto importante. Va sottolineato che è molto difficile per un profumiere raggiungere l’equilibrio ideale in cui una composizione è veramente piacevole, splendidamente realizzata e facilmente indossabile, quasi senza pensarci. Un profumo può essere chiamato grande, per essere poco visibile ma presente, come la tua ombra.

Come sono nati i tuoi magazine on line?

Ho iniziato con le recensioni poi con le notizie. Si tratta di un modo di stare al passo con le tendenze e aggiornare le proprie idee su ciò che sta succedendo per quanto riguarda i nuovi prodotti. Il pubblico, sia i privati ​​sia i professionisti, trovano utile questa funzione del blog, specialmente perché mi piace segnalare notizie internazionali. L’industria del profumo è guidata da novità e progresso. I blog che coprono le notizie potrebbero aver incoraggiato questa tendenza. Ho avuto l’impressione che a un certo punto un ritmo molto dinamico dei blog abbia contribuito al fenomeno che ha visto incrementare la pubblicazione di comunicati da parte delle aziende. In un certo senso, ed è solo la mia opinione, questo è stato favorito da alcuni dei più attivi blog negli anni 2006-2007. La profumeria è un’arte ma anche una scienza. Quest’ultimo aspetto garantisce che i settore sia sempre in movimento e la sete per la prossima grande notizia o il prodotto più bello viene alimentata da uno spirito di ricerca che è estremamente ottimista e curioso. Quindi c’è spazio per le notizie, in abbondanza.

Perchè per i tuoi blog hai scelto i nomi “Scented salamander” e “Mimi Froufrou”?

La “salamandra profumata” è un riferimento a un bassorilievo, il simbolo del re Francesco I che decora l’antico Hôtel de la Salamandre a Parigi, vicino a cui vivevo da bambina. E ‘stata un simbolo di tutte le cose che ho perso lasciando la Francia, andando a vivere negli Stati Uniti. Mi piacerebbe rivedere nuovamente quel luogo. Esso rappresenta anche quella parte di mistero che è molto più frequente nelle vecchie città europee che nel Nuovo Mondo. Il Cattolicesimo ha aiutato certamente a creare l’atmosfera. Al giorno d’oggi, potrebbero non esserci molti profumi con il mistero racchiuso in essi ma è una qualità importante che essi possono avere.

“Mimi Froufrou” era in realtà un grido di guerra per me. E ‘stato l’anti-tesi dell’atmosfera trovata presso la Harvard University, dove stavo studiando e insegnando nel momento della nascita del blog. E’ un universo maschile, nel bene e nel male. E’ mondo accademico e anche un campo di addestramento militare. Ho voluto il contrario di tutto ciò: femminilità, civetteria, immaginazione, libertà. Così, il blog è stato originariamente destinato ad essere un laboratorio di scrittura creativa digitale per liberarsi dalle convenzioni.

Che cosa pensi della profumeria contemporanea? E di quella di nicchia?

Penso che il settore si stia allontanando via via dalla profumeria di lusso borghese e dal mondo degli accessori e stia entrando sempre più in sintonia con la sua natura artistica. Mentre in passato, la moda ha stimolato la creazione di profumi, oggi, si può dire che la profumeria si ispira ad altri campi creativi come design, fotografia, cinema, arte, scienza. Detto questo, ci saranno sempre i veri artisti e scienziati e le persone che fanno meno ricerca e più business, come in ogni altro campo. Quest’ambito oggi è afflitto dal fenomeno della copia incoraggiato dalla tecnologia moderna. E’ incredibile ma vero che si possano trovare fondamentalmente gli stessi jus in bottiglie diverse, con nomi diversi e venduti da marche diverse. Questa non è arte industriale, è una forma di contraffazione e di pubblicità ingannevole.

In media, tendo ad essere un po’ scettica verso i profumi di nicchia. Ho notato ad esempio, che molti cosiddetti profumi di nicchia non hanno ingredienti di qualità pur costando molto. Le aziende grandi hanno un migliore accesso alle materie prime di qualità superiore ma ci possono essere partnership. Si potrebbe giustificare l’etichetta indipendente da un punto di vista estetico perché molti di queste realtà presentano uno stile caratteristico che è audace e/o più mirato, più snello. Come critico di profumi, mi aspetto che le fragranze di nicchia siano composizioni più creative a priori dal momento che è questo settore che considera gli scent come un’arte, emancipate dall’illusione della bellezza del flacone e delle campagne pubblicitarie (anche se le boccette dei profumi di nicchia sono abbastanza lussuose ma molto simili tra loro, di solito), e non solo oggetti di pregio. In caso contrario, la profumeria artistica non significa molto, se non in termini di posizionamento di marketing e di snobismo. Si potrebbe sostenere che l’unica cosa che conta è se il profumo è buono o no, e non se è di nicchia o no.

Qual è il tuo profumo preferito?

È quasi impossibile per me rispondere a questa domanda perchè devo essere distaccata a causa del mio lavoro. Io però amo soprattutto indossare Fumerie Turque di Serge Lutens, Miss Dior (Chérie) nella sua ultima formulazione che ha aggiunto un tocco tropicale e fiori bianchi, Guerlain Idylle in formato eau de toilette, Anis Patchouli della La Compagnie de Provence. Questi sono alcuni di quelli attuali …

Qual è una fragranza che ha cambiato la storia della profumeria?

Angel di Thierry Mugler ha portato a un cambio di paradigma nel mondo dei profumi. Stiamo vivendo sotto la sua influenza sia nella profumeria di lusso sia in quella commerciale. Se si guarda ai recenti Fifi francesi, i premi sono stati dati ai proddotti che presentano significativi aspetti gourmand: cacao, mandorle, marzapane,succoso mandarino. O i membri della giuria sono stati guidati dal loro stomaco o sono stati influenzati dal paradigma Angel. In passato, c’era stata la vaniglia in Shalimar, ma Ernest Beaux aveva precisato che grazie al know-how di Guerlain quel profumo non aveva odore di crema alla vaniglia. Ciò dimostra che le suggestioni gourmand nei profumi non erano ritenute piacevoli, esteticamente parlando. L’eliotropina, una vecchia nota, profuma di torta di ciliegie, i fiori di mele erano popolari, c’erano profumi con note di miele. Ma, Angel ha dato vita ai nostri desideri di profumi gourmand in una misura che è percepibile su una scala senza precedenti, e in Francia, forse anche più che altrove. Il suo successore, Womanity, ha spostato nuovamente i confini della frontiera dei profumi gourmand con l’inclusione, di grande successo, di un accordo di caviale salato-dolce e marino.

A quali progetti stai lavorando?
In Francia si dice: “Le parole sono d’argento e il silenzio è d’oro”.

 

Nella foto: L’immagine del bassorilievo della salamandra che ha ispirato il nome del blog. Appare sull’entrata dell’antico Hôtel de la Salamandre, oggi un normale edificio di Parigi, che aveva costruito Francesco I  per la sua amante Anne de Pisseleu. La strada si trova dove Chantal-Hélène Wagner giocava da bambina, in rue de l’Hirondelle, una vecchia arteria della città, risalente al XII secolo. Nella stessa strada c’è la boutique di Ambroise Paré “Les trois bassins”, mentre Baudelaire frequentava il Caveau de la Bolée. Qui si trova la sede della French Fragrance Foundation che ha aperto poco dopo la fondazione del blog.

 

Interview with Chantal-Hélène Wagner

How was your passion for perfumes and for beauty born?

When I was a child I think I first consciously became attracted to perfume when I was 6 years old. I received a small bottle of perfume alongside school prize books. It fascinated me. The relationship was reinforced after I saw a movie with Sophia Loren when I was 9 years old where her 19th century vanity looked like the most beautiful embodiment of both simplicity and refinement to my eyes. This is when I started worshipping perfume, quite literally. My own makeshift vanity was like an altar really. I have always been very conscious of the passing of time, of the past, and so I’ve always made sure to acquire a new perfume whenever I would do something new, even if when just leaving for a weekend trip. Perfume for me has always been about bottling memories, trying to slow down the indifferent flow of time. They had to be interesting and beautiful of course. But so, perfume is existential to me and also expresses my passion for life.

As for beauty, I remember recreating ancient beauty recipes in the family’s kitchen as a child also. I had found a book at the flea-market in Paris which contained things like the recipe for the lily-bulb-based lotion of Marie-Antoinette, and even ones for poisons!

How did you become a critic of perfumes?

I was looking one day for some information on a perfume online and happened on Makeup Alley, a beauty forum. I started commenting. Some people encouraged me to write about perfume. In March 2006, I finally took the plunge, 6 months earlier than I had intended, due to passion and free time (it was St Patrick’s day). I think that I was motivated by several things. It was a way of reconnecting with French culture while living in Cambridge, Massachusetts. I also felt that the discourse on perfume which you could read about online could have benefitted from more social analysis and context, a thing which was not done then, at least on the blogs. As an anthropologist by training I am sensitive to the social meanings and impact of perfume. I also simply disagreed with some of the opinions that were expressed and wanted to articulate my personal point of view.

In a more general way too, I felt that perfume needed to be defended. There were too many absurd and naïve comments printed online, like the fact that each and every one perfume had to be « groundbreaking » to meet with a favorable reception. No, a perfume is a much more subtle phenomenon than that ! There is not just one way of looking at the intrinsic quality of a perfume. The way it accompanies you in life is also very important. It must be stressed that it is very difficult for a perfumer to reach that ideal balance where a composition is truly pleasing, gorgeously made and easily wearable, almost without thinking about it. To be so self-effacing yet present, like your own shadow, a perfume can be called great.

How were your online newspapers born?

I started out with reviews then turned to news about two months into blogging. It is a way of keeping up with trends and refresh your ideas about what new perfumes are going to bring to the table. People, both laymen and professionals find this feature useful especially so since I like to look at international news. The fragrance industry is led by newness and progress. The blogs that cover news might have encouraged that trend by the way. I had the impression at one point that a very dynamic rhythm of blogging contributed to the phenomenon which saw more and more releases take place. In a way, and it is just my opinion, this was encouraged by some of the more active blogs ca. 2006-2007. Perfumery is an art but also a science. The latter aspect ensures the field is ever-moving, thirsty for the next big or beautiful thing, fueled by a spirit of research which is extremely optimistic and curious. So there is room for news, plenty of it.

Why have you chosen the name of the salamander and mimifroufrou?

The Scented Salamander is a reference to a bas-relief, the symbol of King François Ier which decorates the building I lived in Paris as a child. It was a symbol of all the things I missed about France while living in the United States. I longed to be in that place again. It also represents that part of mystery that is so much more prevalent in old European cities than in the New World. Catholicism certainly helps create that atmosphere. Nowadays, there might not be too many perfumes with mystery contained in them, but it is an important quality that they can have.

Mimi Froufrou was actually a war cry for me. It was the anti-thesis to the atmosphere found in general at Harvard university where I was studying and teaching at the time. It is quite a masculine universe, with, unfortunately, whiffs of the old boys network. It is academia and also a military boot camp. I wanted the reverse of all that : femininity, coquettry, imagination, freedom. So, the blog was originally meant to be a digital creative writing workshop to break loose from convention.

What do you think about contemporary perfumery? and niche perfumes?

I think that it is getting away further from perfumery as bourgeois luxury and accessory only and becoming more in tune with its artistic nature. While in the past, fashion stimulated the creation of perfumes, today, it can be said that perfumery is being inspired by other creative fields like design, photography, cinema, art, science. Having said that, there will always be true artists and scientists and people who do less research and more profit like in every other field. Fragrances today are plagued with the phenomenon of copy encouraged by modern technology. It is unbelievable but true that you can find fundamentally the same juice in different bottles, under different names and as sold by different brands. This is not industrial art, it is a form of counterfeiting and deceptive advertizing.

Niche perfumes I tend to be a bit more skeptical than average about. I notice too many so-called “niche perfumes” which suffer from the lack of top-notch quality ingredients, for example, while being highly priced.  Bigger brands have better access to exceptional raw materials. But there can be partnerships. You could justify the unofficial label from an aesthetic standpoint because many of them present a characteristic style of perfumery which is bolder and/or more focused, more streamlined. It’s what the Nouveau Roman is to the naturalist novel. As a perfume critic I expect them to be more creative compositions a priori since it is this sector which pushes you the most to consider that perfumery is an art, emancipated from the illusion of the botte and ads (although niche bottles are quite luxurious but homogeneous usually) and not just a clever craft. Otherwise it does not mean much, except in terms of marketing positioning and social snobbery. You might argue that the only thing that matters is whether the perfume is good or not, and not whether it is niche or not.

What is your favorite perfume?

It is almost impossible for me to answer this question as I practice detachment.  I however particularly like wearing Fumerie Turque by Serge Lutens, Miss Dior (Chérie) in the latest formulation which has added a tropical white floral twist, Guerlain Idylle in eau de toilette, Anis Patchouli by La Compagnie de Provence. These are some of the current ones…

Tell me about a fragrance that changed the history of perfume

Angel by Thierry Mugler has been a paradigm-shifting fragrance. We are living under its current ongoing influence in both high-end and functional perfumery. If you look at the recent French FiFi awards, prizes were given to fragrances which have significant gourmand aspects to them : cacao, almond marzipan, a juicy mandarin. Either the jury members are led by their stomach or find foody smells consensual or are influenced by the Angel paradigm. In the past, there had been Vanillin in Shalimar, but Ernest Beaux precisely said that thanks to Guerlain know-how it did not smell like vanilla custard. It shows that gourmand suggestions in fragrance were not welcome aesthetically speaking. Heliotropin, an old-fashioned note, smells of cherry pie ; apple blossom perfumes were popular; there were perfumes with honey notes. But, Angel has liberated our desires for gourmet scents to an extent that it is perceptible on an unprecedented scale, and in France perhaps even more than elsewhere. Its successor, Womanity  by Mugler too, has been pushing new boundaries on the frontier of gourmet perfumes with its very successful inclusion of a salty-sweet and marine caviar accord.

What projects are you working on?

As the French say, “La parole est d’argent et le silence est d’or”

 

Caterina Varpi